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Settembre di solito è il mese in cui ci prefiggiamo i buoni propositi e gli obiettivi professionali per i mesi a seguire, sarà la concomitanza con l’inizio della scuola o la fine del caldo asfissiante che ci libera la mente con ossigeno nuovo, che ci da la carica giusta.

“Andrò in palestra, sistemerò il mio sito, devo prendere almeno 4/5 clienti, finire un corso di contabilità avanzata, prendere lezioni di cucito, fare un weekend eno-gastronomico, battere il mio record di lettura libri in un mese (che è 11 se vi interessa).”

Questo quello che mi sono detta ad agosto sul lettino in piscina. Quante ne ho fatte di queste cose? Neanche la metà ovvio. Motivo? Troppa carne al fuoco probabilmente, oppure troppo entusiasmo.

Obiettivi sfumati

Mi spiego: quando mi sono data i miei obiettivi a fine agosto, ero ancora bella carica di giornate di mare, sole, riposo e residui di mojito. Ma il tempo corre veloce, e all’improvviso mi sono trovata a cercare sul web “cambio ora legale 2018” (che sarà nella notte tra il 27 e il 28 ottobre). Aiuto! Siamo già ad Ottobre?? Pare di si, su Instagram pullulano foto di foglie secche, zucche di Halloween, castagne, trend colori autunno inverno 2018, ecc.

Mi è salita un po di ansia? Si. Mi sono abbattuta? No.

Tralasciando le cose che non ho fatto per cause di forza maggiore, come mai non sono riuscita però a fare tutto quello che volevo?
E soprattutto, gli obiettivi di settembre, li passo semplicemente a ottobre? O devo rivederli, annullarli, sostituirli?

Vediamo insieme cosa ho combinato:

  • Andare in palestra
    Sono una pigra, perché andare contro natura. Lo so già che non inizio mai a settembre, ma per pura scaramanzia
    metto piede in palestra o al massimo in piscina solo ad ottobre, quando fa meno caldo, quindi, perché mi ostino a metterlo come proposito prima? (per la cronaca, ho iniziato ieri).
  • Lezioni di cucito
    So perfettamente di essere ostile ad ago e filo, e avendo un sarto personale gratis, perché devo cucire io?
  • Weekend fuori
    Avevo speso tutto il mio budget in estate, tra un paio di viaggetti ed altre cosucce, ergo: a meno che avessi fatto una vincita, come potevo pensare di partire? Sogno.
  • Record di libri
    Sto facendo una gara con qualcuno?

Fronte business

  • Sistemare il sito
    Ci sto lavorando. Giuro.
  • Trovare 4/5 clienti
    Già essermi impostata 4 barra 5 clienti, era sbagliato. Avrai sentito parlare del fatto che un obiettivo deve essere SMART! Ossia, specifico, misurabile, raggiungibile, realistico, temporale. Mi sono persa per strada la “M” di misurabile.
    Se sono 4 clienti, non possono essere 5, avevo già sbagliato in partenza.

Non merito clienti

Ne ho trovati 2 di clienti. Qui non si tratta di trovare colpe. Sapevo già che sarebbe stato difficile perché come ho scritto, dovevo finire un corso di contabilità avanzata, che mi ha occupato quasi tutte le mattine (eh si questo l’ho finito) e credevo di non essermi organizzata bene. Invece non mi sono posta nel modo giusto verso alcuni clienti, perché non ero sicura nell’accettare la loro proposta di collaborazione, credendo di non essere all’altezza: ho preso di nuovo il virus “dell’impostore“. Pensavo di averlo superato, infatti qualche mese fa mi lanciavo nel propormi in collaborazioni e lavori, quasi con protezione zero e devo dire che funzionava. Poi c’è stato un cedimento.
Questa tendenza ad auto-sabotarci, che un po ha a che fare con l’autostima, perché crediamo di non meritare le cose, pare proprio abbia il nome di sindrome dell’impostore. Cosa è? Il termine è stato usato per  la prima volta nel 1978, dalle psicologhe Pauline Clance e Suzanne Imes, per descrivere la “condizione di chi vive nel successo, ma sente di non meritarlo”. Lo troviamo sia in amore che nel lavoro o nello studio.

Vorrei riproporvi l’articolo di Andrea Giuliodori, di Efficacemente, che ne ha analizzato benissimo cause e strategie per superare questa attitudine, perché non saprei spiegarla meglio di come ha fatto lui.

Pare che colpisca le persone intelligenti (con questo non voglio dire che ne vado fiera!) e ho letto qui che ne soffrono o ne hanno sofferto, molte persone di successo.

Ma come uscirne?

Con molta pratica, seguendo i consigli di chi ne è uscito, a piccoli passi:

  • dicendo grazie ai complimenti per un lavoro, non rispondendo “non era niente di che”;
  • scrivendo i piccoli successi su un quaderno;
  • ponendosi piccoli obiettivi realistici;
  • acquisendo consapevolezza;
  • non prendendo troppo sul serio questa cosa;
  • simulare.

Simulare funziona

In amore no, mi raccomando! Simulare non vuol dire “frodare”, ma cercare di compiere piccole azioni, senza recare danno, che però ci portano vantaggi. Esempio: sorridere. Si attivano nel corpo diverse sostanze chimiche che ci rendono veramente più contenti, pare che sia scientificamente provato. Anche simulare di essere capaci di fare qualcosa veramente, porta il nostro cervello a crederci. Attenzione nel lavoro: se ti commissionano una cosa che proprio non sai fare, ovviamente NO. Ma credi di saperla fare bene, non aspettare la perfezione, buttati.

Ottobre Smart

Ho analizzato il mese di settembre, l’ho archiviato, e ora ho messo nero su bianco gli obiettivi di ottobre.
Sono obiettivi assolutamente SMART, realistici, più piccoli, e soprattutto cercherò di acquisire consapevolezza delle mie capacità, facendo ogni tanto un auto-checkup della mia insoddisfazione cronica.

Test

Ti lascio il link di un test (non è scientifico, è un semplice test) per vedere se anche tu “soffri” dalla sindrome dell’impostore.

test

E’ in inglese, sono 9 domande, ci vogliono pochi minuti, fammi sapere se ti va, che risultato hai ottenuto!

Il mio: You have a moderate level of impostor syndrome.

Non sono senza speranze!

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